Certamente non è mai sufficientemente chiaro come riescano taluni meschini individui a dissimulare la sfrontata banalità delle cause, e delle condizioni in cui operano, che li portano, conditio sine qua non permettendo, al parto di tali quisquilie.
Bisogna tuttavia riconoscere come una smisurata perizia tecnico-comportamentale su se stessi, resa necessaria dalla volontà di ottenere il massimo rendimento con la minima interferenza, quest'ultima eventualmente generata dalla casualità con cui i vari fattori vengono ad interagire tra loro, casualità tra l'altro irriconducibile ad un qualsiasi schema in grado di prevederne la dinamica, può garantire all'individuo un'inconsapevolmente illecita sicurezza del suo controllo sui rapporti interpersonali che egli si trova ad instaurare.
Illecita, perchè l'effettivo controllo sulla presenza o meno di fattori impercettibili all'individuo, in combinazione con l'incapacità di un essere umano di gestire matematicamente le informazioni relative ad un determinato susseguirsi di eventi, ovvero di ricondurre a formule matematiche parti modulari degli eventi stessi per poi compilarne una formula generale, e sulla frequente impossibilità di risolvere senza ripercussioni negative o non solo parzialmente gli imprevisti, è irrisorio, non sufficiente a giustificare una
tale sicurezza, la quale però, con la sua pur illecita presenza, apporta il duplice beneficio di semplificare le altrimenti complessissime procedure relazionali, garantendo all'individuo l'apporto di situazioni e vicende nuove, che andranno a comporre il sempre più vasto schema delle esperienze acquisite con le conseguenti nuove combinazioni tra i fattori già acquisiti e i nuovi, e di lasciare le capacità compositive libere di realizzare idee, prodotti della mente immaginante, progetti poi convertibili in azioni tangibili,
applicazioni pratiche delle idee stesse, quali ad esempio la pagina web che stai leggendo, che ora ti sta parlando. Ebbene sì, tra me e te ho tratto io il maggior vantaggio: ti ho rubato cinque minuti della tua vita, e mentre tu eri qui a leggermi, io gioivo.
Perdonami se ti ho forzatamente comunicato un messaggio, ma per un foglio elettronico non c'è desiderio maggiore che venir letto.